Archivio per Ottobre 2008

Tutte le domande che vorreste fare a un Chirurgo Estetico!

Prestissimo riporterò per iscritto le interviste che il Dott. Orazi, noto chirurgo estetico di Pesaro, concederà a una televisione privata di Fano. Il nostro Dottore ci parlerà degli interventi e trattamenti di chirurgia e medicina  estetica che lui stesso pratica. In attesa delle prossime registrazioni, vi sollecito a porci qualsiasi domanda inerente agli argomenti trattati, che poi sono anche gli argomenti scelti da questo blog. Inseriremo le vostre domande tra quelle che prenderà in analisi appunto il Dottor Orazi.

Sedazione profonda

Un metodo ad oggi sempre più spesso utilizzato nella chirurgia estetica è appunto quello della sedazione profonda.

Sostanzialmente in questo caso il paziente dorme per tutta la durata dell’intervento nonostante le sue funzioni vitali rimangono totalmente autonome. Il paziente perciò non venendo intubato potrà risparmiarsi la lenta ripresa del post-intervento.

Ovviamente anche gli effetti collaterali sono quasi inesistenti in quanto le funzioni vitali non vengono compromesse.

Sedazione

Le funzioni respiratori, cardiovascolari e i riflessi del paziente rimangono intatti. Viene somministrata per endovena.

L’anestesista controlla il grado di sedazione monitorando il paziente, che non perde conoscenza ma rimane tranquillo per tutta la durata dell’intervento.

La sedazione si combina con l’anestetico locale o epidurale.

Anestesia generale

Il paziente viene reso completamente privo di coscenza, utilizzando una combinazione di gas da inalare e farmaci che si somministrano per via endovenosa. Blocca il dolore, provoca amnesia e rilassamento muscolare.

Il paziente dovrà stare a digiuno 8 ore prima dell’intervento, fino a sei ore dopo e sarà necessario il ricovero almeno della notte successiva all’intervento.

L’anestesia generale si consta in 3 fasi:

  • fase di induzione: Si somministra un farmaco ipnotico, che induce ipnosi, cioè che addormenta il paziente e lo disconnette dall’ambiente che lo circonda.
  • fase di mantenimento: Si somministrano diversi anestetici per via endovenosa o per inalazione. Poichè la loro azione impedisce al paziente di respirare autonomamente, gli viene introdotto un tubo endotracheale collegato a un respiratore artificiale. L’anestesista controlla le funzioni vitali del paziente.
  • fase del risveglio: La durata varia in funzione della capacità di smaltire l’anestesia. A volte può essere necessario usare farmaci antagonisti. Quando il paziente ricomincia a respirare auronomamente, gli viene tolto il tubo endotracheale. Può avere effetti collaterali come nausea e vomito.

I possibili e rari inconvenienti sono:

  • embolia polmonare o insufficienza respiratoria
  • aritmie, infarto, trombo-embolia e arresto cardiaco
  • insufficienza renale
  • nausea, vomito e ostruzione intestinale
  • allergie e reazioni avverse ai farmaci anestetici
  • coma irreversibile o morte

Anestesia epidurale

Consiste nella temporanea interruzione della conduzione nervosa, conseguenza della somministrazione di anestetico locale nello spazio epidurale, spazio che circonda il midollo spinale, dove decorrono le radici sensitive e motorie dei nervi spinali.

Il paziente rimane cosciente ed è costantemente monitorato dall’anestesista. In taluni casi possono venire associati all’anestesia dei sedativi affinchè il paziente rimanga tranquillo o dorma.

Tra i possibili e anche in questo caso rari inconvenienti possiamo elencare:

  • un danno nervoso irreversibile, provocato dall’iniezione dell’anestetico nella schiena, che può portare in alcuni casi a una parziale paralisi delle gambe.
  • il fastidio dell’iniezione lombare, poichè per accedere alla zona epidurale è necessario introdurre un ago tra le vertebre, un fastidio comunque che può essere evitato applicando prima un anestetico locale.

Altre reazioni avverse all’anestetico epidurale possono essere: ipotensione arteriosa, nausea, vomito, ritenzione urinaria, mal di testa, allergie agli anestetici, dolori alle spalle, infezioni, ematomi, ascessi.

Anestesia locale

Consiste nel desensibilizzare solo la zona in cui si andrà ad intervenire utilizzando farmaci che andranno a causare la paralisi sensitiva nell’area di applicazione. Ovviamente non viene danneggiata la struttura e le funzioni dei nervi, nè la pelle del paziente.

Il paziente rimene sempre cosciente. Per questo motivo il suo recupero sarà molto più rapido, consentendo un intervento anche semplicemente di tipo ambulatoriale, senza degenza ospedaliera. Questa è perciò l’unica anestesia che può somministrare il chirurgo stesso, anche se in linea di massima è ugualmente consigliabile la presenza dell’anestesista.

In rari casi si possono riscontrare i seguenti inconvenienti:

  • la zona da operare non si desensibilizza completamente o per un tempo non sufficiente.
  • l’uso di una quantità non adeguata
  • l’anatomia del paziente può impedire che l’anestetico si distribuisca in modo adeguato
  • l’errata posizione dell’ago attraverso il quale viene somministrato l’anestetico
  • la sensibilità di alcuni pazienti che non sopportano di rimanere svegli mentre vengono operati

Un aspetto positivo è comunque che qualunque di queste problematiche si dovessero presentare, il paziente cosciente sarà in grado di comunicarlo nell’immediato al chirurgo.

E l’anestesia?

L’anestesia è ad oggi un aspetto dell’intervento chirurgico che incute non poco timore. Vi mostro subito alcuni dati rassicuranti che ci permetteranno di affrontare con più serenità questo argomento:

Secondo l’Associazione Nordamericana di Anestesiologia, l’incidenza di pazienti con conseguenze rilevanti è di 1 su 90.000, mentre la mortalità attribuita all’anestesia in pazienti sani si limita a 1 caso su 200.000.

Quando si decide di sottoporsi a un intervento di chirurgia estetica, si prendono in analisi numerosi aspetti come la scelta del chirurgo; il tipo di protesi da utilizzare nel caso in cui si stia per effettuare un aumento di una parte del nostro corpo, la più conosciuta e praticata quella del seno; il risultato che si vuole raggiungere e con che metodo. Il paziente e il chirurgo sono il fulcro di tutte queste scelte e si finisce a volte col dimenticare che esiste un’altra figura sempre presente in sala operatoria che avrà ugualmente un ruolo fondamentale.

Mentre il chirurgo si adopererà per apportare i miglioramenti fisici prestabiliti, l’anestesista controllerà le funzioni vitali, assicurandosi che in nessun modo il paziente possa sentire dolore e fronteggiando qualsiasi complicazione possa insorgere. Fondamentale perciò è che un bravo chirurgo si faccia affiancare da un bravo anestesista in modo da formare una squadra vincente.

Il chirurgo e l’anestesista dovranno scegliere di comune accordo il tipo di anestesia da utilizzare a seconda dell’intervento in questione.

Iniziamo ora a prendere in analisi i divesi tipi di anestesia, per poi effettuare un’associazione tra di esse e i rispettivi interventi di chirurgia estetica.

Adesso tocca a voi!

Bene, a questo punto credo sia il caso di andare al nocciolo della questione…

Abbiamo parlato di estetica, anche se tanto rimarrebbe da dire e si dirà, ma questo sito si è presentato come un blog di estetica e chirurgia estetica, argomento che d’ora in poi andremo a sviscerare di più di come abbiamo fatto fino ad oggi.

Prima di iniziare però vorrei sollecitarvi a suggerirmi domande o a raccontarci la vostra esperienza nel caso in cui vi foste sottoposti a un intervento di chirurgia estetica o ancora di confidarci quale degli interventi che qui sotto elencherò avete pensato di fare, o al contrario non fareste mai!!!

  • lifting: intervento che consente di eliminare le rughe e il rilassamento cutaneo mediante il sollevamento muscolo-cutaneo dei tessuti.
  1. lifting del viso
  2. lifting del collo
  3. lifting delle braccia
  4. lifting della pancia
  5. lifting del seno
  6. lifting delle gambe
  • blefaroplastica: l’intervento che corregge i difetti estetici delle palpebre. Può essere superiore, quando c’è un abbassamento della palpebra o inferiore, quando si vogliono eliminare le “borse”.
  • rinoplastica: chirurgia del naso
  • otoplastica: chirurgia delle orecchie
  • mentoplastica: chirurgia di rimodellamento del mento
  • aumento zigomi: chirurgia di rimodellamento degli zigomi
  • mastoplastica riduttiva: chirurgia di riduzione del volume del seno
  • mastoplastica addittiva: chirurgia di aumento del volume del seno
  • ginecomastia: intervento consiste nell’asportazione del tessuto mammario. Praticata negli uomini che soffrono di ginecomastia, ovvero presenza di una ghiandola mammaria insolitamente sviluppata negli uomini.
  • liposuzione: intervento che consente di scolpire il corpo rimuovendo depositi di grasso non desiderati da aree specifiche
  • addominoplastica: chirurgia plastica dell’addome